Un esempio di marketing relazionale per tutti!

Oggi mi sono recato nel bar sotto casa, dove vado ogni mattina per la colazione. Il barista mi ha visto entrare trafelato, impegnato in una conversazione di lavoro al cellulare. Non mi ha chiesto nulla: mi ha servito la solita crostatina con la marmellata scura che prendo ogni mattina. Il bar produce solo pochissime crostatine al giorno con quel tipo di marmellata, più costosa di quella chiara, che serve alla maggioranza dei clienti. Le crostatine con la marmellata scura, quelle come la mia, sono riservate a pochi clienti, i migliori. Oltre alla crostatina, il mio amico Amedeo (il barista), mi ha preparato il solito caffelatte, con il latte freddo e il caffè caldo, senza troppo caffè. lo ho bevuto e mangiato, senza smettere di parlare al cellulare. Sono quindi andato alla cassa, dove ho pagato senza aver avuto bisogno di dire al cassiere cosa avessi preso. Il cassiere, proprietario del bar, ha chiesto ad Amedeo se avessi preso “il solito”.

Amedeo ha annuito, e io ho tirato fuori la somma preventivata, che avevo preparato anzi tempo, e sono uscito dal bar. Ho richiesto, consumato e pagato senza aver avuto bisogno di dire una sola parola. E ho avuto la crostatina che piace a me, riservatami in via esclusiva, con una marmellata che altri possono giudicare indegna ma che per me è deliziosa. Ho bevuto esattamente ciò che volevo e voglio bere la mattina. Dubito che cambierò bar nei prossimi mesi. E, semmai, consiglierò questo bar ad altri. Inoltre, da domani comprerò ogni giorno il giornale proprio in quel bar, che da poche settimane ha aperto al proprio interno una rivendita di quotidiani. Il mio “solito” diventerà il caffelatte, la crostatina e il mio quotidiano preferito…

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